Sostenibilità in Movimento: a Roma istituzioni, enti gestori e imprese a confronto sul CAM Strade. 

Roma, 12 ottobre 2025 – Nel Chiostro del Sangallo della Sapienza Università di Roma, facoltà d’ingegneria si è svolta la nuova edizione di “Sostenibilità in Movimento”, l’evento promosso da Legambiente con il supporto tecnico di Iterchimica e patrocinato da SIIV ,SITEB, dedicato alle strategie e alle tecnologie per pavimentazioni a minore impatto ambientale.
Una giornata molto partecipata che ha coinvolto istituzioni, imprese, accademia, concessionarie e operatori del settore, confermando il ruolo centrale del CAM Strade nel percorso di transizione ecologica del Paese. a fare gli onori di casa Antonio d’Andrea  Sapienza – Università di Roma.

A coordinare i lavori sono stati Andrea Minutolo, Responsabile scientifico di Legambiente, e Mirko Laurenti, Ufficio scientifico Legambiente.


La prospettiva istituzionale del MASE: formazione, coerenza normativa e il tavolo di lavoro sui CAM Strade

 

L’intervento di Sergio Saporetti, in rappresentanza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), ha aperto il confronto con una riflessione ampia e articolata sul ruolo dei Criteri Ambientali Minimi e sulla necessità di un approccio coordinato alla loro applicazione.

Saporetti ha evidenziato che eco-innovazione e sostenibilità richiedono un impegno concreto in termini di formazione, ricordando l’importanza di fornire alle Pubbliche Amministrazioni strumenti chiari per comprendere il valore aggiunto dei CAM.

“Le PA devono essere pienamente consapevoli del ruolo strategico dei CAM. Non basta applicarli: occorre integrarli nei processi decisionali e renderli parte della pratica quotidiana.”

Secondo il MASE, la sfida oggi è garantire coerenza tra quadro normativo, bandi, capitolati e operatività, evitando difformità applicative tra territori ed enti appaltanti.

Il tavolo di lavoro sui CAM Strade

Durante il suo intervento, Saporetti ha ricordato di aver formalmente avviato il tavolo di lavoro, luogo di coordinamento istituzionale, volto a:

  • raccogliere contributi da enti, imprese, associazioni e ricerca,

  • chiarire aspetti applicativi e interpretativi,

  • accompagnare il settore verso un’adozione graduale e armonizzata.

Nel corso dei lavori del tavolo è stata introdotta anche la possibile estensione del CAM Strade al settore ferroviario, coinvolgendo attori come Italferr e Ferrovie dello Stato, con l’eventuale definizione di un nuovo Decreto Ministeriale o di un aggiornamento del quadro regolatorio dedicato a FS Infrastrutture.

Le novità normative del correttivo semplificazioni

Saporetti ha inoltre richiamato le innovazioni introdotte dal correttivo:

  • semplificazione dell’LCA

  • rimodulazione dei criteri di circolarità dei materiali,

  • maggiore efficacia ambientale delle prescrizioni operative.

Infine, un messaggio diretto agli operatori:

“Se emergono procedure o gare non pienamente conformi alle norme vigenti, è essenziale segnalarlo. Solo così possiamo assicurare trasparenza e coerenza.”


SITEB: supporto alle imprese, formazione e un periodo fisiologico di adattamento

Nella seconda tavola, ha preso la parola Nicola Ravaioli, in rappresentanza di SITEB, ricordando che l’associazione riunisce oltre 250 imprese  della filiera stradale.

Ravaioli ha ribadito che SITEB è pienamente favorevole alle finalità del CAM Strade, riconosciuto come uno strumento essenziale per migliorare qualità, durabilità e sostenibilità delle pavimentazioni.

Ha ricordato però anche un elemento chiave: la maggior parte della rete stradale italiana è gestita da Comuni e Province, e quindi la corretta applicazione del CAM dipenderà dalla capacità degli enti locali di formarsi e aggiornarsi.

Ravaioli ha evidenziato inoltre un punto fondamentale:

“Il CAM Strade potrà radicarsi davvero solo attraverso un lavoro di squadra che coinvolga l’intera filiera. La formazione sarà decisiva, soprattutto per i progettisti di Comuni e Province – in particolare quelli delle realtà più piccole, che gestiscono però la maggior parte della rete stradale nazionale – chiamati a integrare in modo corretto e consapevole i nuovi criteri nelle proprie attività. È altrettanto naturale che le imprese necessitino di un periodo fisiologico di adattamento per aggiornare processi, organizzazione e tecnologie alle nuove prescrizioni.

Un messaggio di realismo tecnico, che riconosce la complessità dell’innovazione pur mantenendo l’obiettivo comune.

Per questo SITEB sta predisponendo:

  • Linee guida operative per le stazioni appaltanti,

  • percorsi di formazione dedicata destinati a funzionari pubblici, imprese e progettisti.


ANAS, PIARC, accademia e concessionarie: un anno di evoluzione e sperimentazioni

La giornata ha offerto una panoramica concreta sui progressi in corso:

ANAS: prove già avviate

I rappresentanti Tullio Caraffa e Sara Padulosi hanno presentato le sperimentazioni già partite sulla rete nazionale, con materiali innovativi, tecniche rigenerative e approcci prestazionali che dialogano direttamente con i criteri del CAM.

PIARC: gli studi internazionali sulla decarbonizzazione

Gli interventi di Orazio Baglieri e Fabio Pasquali hanno illustrato il contributo della comunità internazionale, che attraverso PIARC sta sviluppando linee guida e ricerche per ridurre l’impronta carbonica delle pavimentazioni.

Il contributo del mondo accademico: analisi tecniche, controlli e visione sistemica

Un ruolo di primo piano nel dibattito è stato svolto dal mondo accademico, rappresentato da tre figure di riferimento nazionale nel settore delle pavimentazioni e dell’ingegneria stradale.

Il Prof. Antonio d’Andrea (Sapienza Università di Roma), ha offerto un’analisi puntuale delle criticità operative emerse nel primo anno di applicazione del CAM Strade, evidenziando al tempo stesso le potenziali aree di miglioramento. D’Andrea ha sottolineato l’esigenza di un allineamento più efficace tra prescrizioni normative, progettazione e disponibilità tecnologiche reali, affinché il CAM diventi uno strumento pienamente funzionale e non solo un insieme di obblighi formali.

Il Prof. Alessandro Marradi (Università degli Studi di Firenze) ha richiamato l’attenzione sul ruolo chiave dei controlli, ricordando come essi debbano rappresentare la base di ogni fase del processo: dalla progettazione alla produzione, dalla posa in opera al follow-up prestazionale nel tempo. Solo attraverso una cultura del controllo, ha evidenziato Marradi, è possibile garantire qualità, sicurezza e coerenza con quanto previsto dal CAM.

Il Prof. Andrea Simone (Università di Bologna e vicepresidente SIIV) ha invece offerto una visione di sistema, ricordando come il CAM Strade sia destinato a diventare un riferimento per la totalità delle reti viarie italiane:

  • dalle statali e raccordi della rete ANAS,

  • alle autostrade in concessione,

  • fino alla vasta rete di strade provinciali e comunali, che rappresentano la quota più significativa del patrimonio stradale nazionale.

Simone ha evidenziato che il CAM non è pensato per pochi operatori, ma per l’intera filiera, e che la sua efficacia dipenderà dalla capacità del sistema nel suo complesso di recepirlo in modo omogeneo.

Concessionarie autostradali: un anno di adeguamenti operativi

Le esperienze di Michele Mori (Sina – ASTM), Luca Bartoccini (Strada dei Parchi) e Sergio Moro (A4 Holding) hanno mostrato come le concessionarie abbiano già avviato processi di allineamento al CAM strade.