Dalla norma alla sua concreta applicazione. È questo il tema che ha caratterizzato il confronto sui CAM Strade svoltosi a RemTech Expo, nell’ambito del convegno “Rifiuti C&D ed economia circolare: End of Waste, CAM Strade, Regolamento REACH e nuove prospettive europee”.
Un confronto ampio e articolato, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria, degli enti tecnici e del mondo della ricerca e al quale SITEB ha partecipato portando il punto di vista della filiera delle costruzioni stradali. L’Associazione è stata rappresentata da Marco Capsoni, componente del Comitato Tecnico SITEB, nella tavola dedicata a “I CAM Infrastrutture: lo stato dell’arte”.
Il confronto ha confermato una questione che SITEB aveva già posto con chiarezza nel percorso che ha accompagnato l’introduzione dei CAM Strade: l’entrata in vigore della norma rappresenta soltanto il primo passaggio. La vera sfida è renderne possibile e omogenea l’applicazione sul territorio nazionale.
Formazione e competenze al centro del confronto
Nel corso della discussione è emerso con particolare evidenza il tema della formazione, già indicato da SITEB come uno degli elementi fondamentali per l’effettiva applicazione dei CAM.
Dopo l’intervento del dott. Sergio Saporetti del MASE, il confronto ha evidenziato come le nuove disposizioni richiedano competenze specifiche da parte di tutti i soggetti coinvolti: dalle stazioni appaltanti ai progettisti, dai direttori dei lavori alle imprese e ai fornitori.

Un tema ripreso anche da ANCE, che ha sottolineato l’importanza di accompagnare l’applicazione dei CAM Strade con un adeguato percorso di formazione. Una convergenza significativa con una delle posizioni che SITEB ha sostenuto sin dalle prime fasi di applicazione del Decreto: non è sufficiente introdurre nuovi criteri nei capitolati se chi deve interpretarli, verificarli e applicarli non dispone degli strumenti e delle competenze necessarie.
La formazione, quindi, non deve essere considerata un elemento accessorio, ma una componente del processo di attuazione della norma.
Dalla norma alla pratica: le criticità ancora aperte

Nel confronto è emersa anche la necessità di intervenire sul quadro regolatorio.
ANPAR ha evidenziato l’opportunità di rivedere diversi passaggi del Decreto, con l’obiettivo di superare alcune difficoltà interpretative e applicative che possono ostacolare il corretto funzionamento del sistema.
Il confronto ha inoltre evidenziato l’importanza di una maggiore collaborazione tra i soggetti della filiera. In questa direzione, dal MASE, attraverso l’intervento del dott. Saporetti, è arrivata l’apertura alla possibilità di riattivare un tavolo di confronto condiviso, coinvolgendo gli operatori interessati per affrontare le questioni ancora aperte.
Si tratta di un passaggio rilevante perché l’applicazione dei CAM riguarda realtà molto diverse tra loro e richiede un livello di coordinamento che non può essere affidato esclusivamente all’interpretazione dei singoli soggetti.
Il nodo dei Comuni
Particolarmente significativo è stato il contributo di Legambiente, che ha portato al tavolo i risultati del proprio monitoraggio sull’applicazione dei CAM Strade.
Secondo i dati presentati durante il convegno, oltre 5.000 Comuni hanno dichiarato di non aver applicato i CAM Strade, mentre le grandi stazioni appaltanti, tra cui ANAS, risultano maggiormente strutturate nell’affrontare gli adempimenti previsti.
Il dato evidenzia una criticità concreta: l’applicazione dei CAM non procede allo stesso modo nelle diverse realtà territoriali.
Il problema appare particolarmente evidente nei Comuni di minori dimensioni, dove spesso le strutture tecniche sono più limitate e non sono presenti figure specificamente dedicate alle attività di verifica, controllo e monitoraggio dei criteri ambientali.
Ed è proprio qui che torna centrale il tema della formazione. Senza personale adeguatamente formato e senza competenze tecniche interne, il rischio è che il CAM rimanga un adempimento formale anziché diventare uno strumento capace di orientare realmente la progettazione e la realizzazione delle infrastrutture.
SITEB e ANCE: un confronto sulla necessità di accompagnare il cambiamento

Tra gli elementi più interessanti emersi dal confronto vi è quindi la convergenza tra SITEB e ANCE sulla necessità di non lasciare sole le stazioni appaltanti e gli operatori nell’attuazione dei CAM.
Il punto non riguarda soltanto la formazione in senso stretto, ma la costruzione di un sistema nel quale norma, competenze tecniche e strumenti operativi procedano insieme.
SITEB ha lavorato proprio in questa direzione, mettendo a disposizione della filiera le proprie competenze e sviluppando strumenti dedicati alla lettura e all’applicazione dei CAM Strade. Le Linee Guida SITEB sui CAM Infrastrutture Stradali nascono infatti con l’obiettivo di fornire un supporto concreto agli operatori, affiancando all’analisi del Decreto indicazioni operative e strumenti utili alla verifica degli adempimenti.
L’attività dell’Associazione si inserisce inoltre in un percorso più ampio di formazione e divulgazione tecnica, attraverso incontri, corsi e momenti di confronto rivolti ai professionisti e alle stazioni appaltanti.

Un percorso che richiede il coinvolgimento della filiera
Il confronto di RemTech ha mostrato quindi come, a distanza dall’introduzione dei CAM Strade, il tema centrale sia ormai quello dell’attuazione concreta.
Le difficoltà emerse non riguardano soltanto la norma, ma anche la capacità amministrativa e tecnica dei soggetti chiamati ad applicarla. Per questo diventa necessario proseguire il dialogo tra Ministeri, stazioni appaltanti, associazioni, imprese, enti tecnici e mondo della ricerca.
In questo percorso SITEB conferma il proprio ruolo di interlocutore tecnico della filiera stradale, portando nei tavoli di confronto l’esperienza delle imprese e dei professionisti e contribuendo alla costruzione di strumenti che possano rendere più semplice e uniforme l’applicazione dei criteri.
Il messaggio emerso da RemTech è dunque concreto: il CAM Strade non si esaurisce nel Decreto. La sua efficacia si misurerà nella capacità del sistema di applicarlo correttamente, in modo omogeneo e verificabile. Per arrivare a questo risultato servono regole chiare, formazione, competenze e un confronto stabile tra tutti gli attori della filiera. Ed è proprio su questo terreno che SITEB intende continuare a dare il proprio contributo.

