Bologna, 26 febbraio 2025 – Dopo 6 anni caratterizzati da una produzione di asfalto in graduale crescita (superiore a 30 milioni di tonnellate l’anno), la nuova stagione dei lavori stradali nel 2025 è partita con il freno a mano tirato: la produzione è praticamente ferma e si registrano forti malumori tra gli operatori del settore della costruzione e manutenzione strade. La nuova normativa sui Criteri Ambientali Minimi (i cosiddetti CAM strade), entrata in vigore lo scorso 21 dicembre, sta paralizzando le Pubbliche Amministrazioni che non riesce ad emanare bandi di gara per lavori conformi alle esigenze ambientali imposte dai CAM.
L’allarme è stato lanciato dal Siteb (Associazione Strade Italiane e Bitumi che rappresenta la filiera delle strade) e da ANCE Vicenza che hanno promosso un incontro sul tema con gli operatori del Nord-Est presso la sede di Confindustria Veneto. SITEB nei mesi scorsi aveva già paventato, in diverse informative inviate al MASE, i rischi cui si andava incontro avviando le procedure CAM (previste dal Decreto Ministeriale 279/24), in assenza di un necessario periodo transitorio di rodaggio, soprattutto per i Comuni e le Province di piccole dimensioni, per approntare le risorse indispensabili.
Le due Associazioni spiegano come “nemmeno i prezzari regionali sono stati aggiornati e adeguati alle nuove necessità e senza quelli è praticamente impossibile appaltare lavori che prevedono strade con asfalti “chiari” (per ridurre il fenomeno delle isole di calore), fonoassorbenti (per evitare disturbi alla popolazione), a basso consumo energetico (per ridurre le emissioni di CO2) e ad elevato contenuto di materiali riciclati (per favorire l’economia circolare). La domanda nasce ora spontanea: quanti sono i progettisti esperti in grado di scrivere bandi che riportano questi criteri o la relazione CAM all’interno delle PA?”.
Inoltre, altro problema legato all’applicazione delle nuove disposizioni CAM è oggi dato dal fatto che è praticamente impossibile effettuare verifiche e controlli in quanto i laboratori prove materiali sono in gran parte ancora sprovvisti delle necessarie attrezzature. Nei contatti intercorsi con il Ministero negli scorsi mesi SITEB aveva proposto in fase iniziale di prevedere una soglia minima di importo lavori, uno step intermedio necessario per dare gradualità al nuovo approccio.
“Cosa succerà ora?”, si chiedono i rappresentanti delle Associazioni che aggiungono, “Nessuno può dirlo con certezza, ma non è remota la possibilità che un provvedimento atteso da anni per consentire lo sviluppo dell’economia circolare anche in questo settore, venga presto di fatto ignorato e abbandonato per manifesta impossibilità di gestione da parte di gran parte delle pubbliche stazioni appaltanti, così come già accaduto in passato per altri provvedimenti, utili sulla carta, ma di difficile applicazione, come il catasto strade del 1993”.
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