La visione di SITEB per un’Italia che riparte: manutenzione, innovazione e infrastrutture sostenibili

Alessandro Pesaresi, intervenendo agli Stati Generali della Ripartenza tenutisi a Bologna, ha ricordato come il settore delle infrastrutture stradali rappresenti una delle componenti più importanti del sistema-Paese. La manutenzione – ha sottolineato – si realizza sulle strade esistenti: “L’Italia è un cantiere continuo: la manutenzione può essere considerata la vera, grande opera del Paese.”

Per garantire strade davvero efficienti è necessario che siano sostenibili, sicure e durature. Allo stesso tempo, le normative devono incentivare il settore, soprattutto sui temi della sicurezza e della progettazione: “Bisogna lavorare bene sin dall’inizio, senza rincorrere l’emergenza.”

Pesaresi ha inoltre ricordato che SITEB rappresenta oggi oltre 260 aziende, coprendo l’intera filiera della strada: dalle pavimentazioni alla segnaletica, dalle barriere di sicurezza alle tecnologie per la manutenzione, fino alle impermeabilizzazioni di gallerie, ponti e viadotti. Un comparto ampio e strutturato che, attraverso SITEB, porta avanti un dialogo costante con istituzioni e operatori, contribuendo in modo determinante alla qualità e all’evoluzione delle infrastrutture stradali italiane.

Nel secondo giro di tavolo ha voluto riportare l’attenzione su un punto cruciale: l’Italia è maestra nel gestire le emergenze, probabilmente la prima al mondo. Ma proprio per questo dobbiamo avere il coraggio di mettere le risorse giuste sin dall’inizio, invece di intervenire sempre dopo. Ogni variante in corso d’opera significa tempi più lunghi, maggiori costi e nuove autorizzazioni. È un meccanismo che conosciamo bene e che si ripete da anni. Per questo serve partire da un progetto iniziale completo e realistico, che includa una programmazione tecnica e finanziaria strutturata.
E qui il ruolo del progettista è fondamentale: è lui che deve definire con chiarezza il budget e la tempistica, evitando sottostime che poi si trasformano in ritardi, extra-costi e blocchi dei cantieri

Nel suo intervento, Il Presidente Mazzotta di Fincantieri Infrastructure ha richiamato i quasi trent’anni di esperienza nella realizzazione di grandi opere strutturali, sottolineando come la programmazione finanziaria sia cruciale per garantire continuità ed efficienza. Il PNRR, in questo quadro, può offrire un metodo utile per accelerare gli obiettivi, pur ricordando che il ritardo nelle opere pubbliche rappresenta ancora una criticità rilevante.

È intervenuto anche Giuseppe Romano (ZES), evidenziando la necessità di creare tavoli di lavoro condivisi che coinvolgano anche i singoli Comuni, per rendere i territori più attrattivi e competitivi. La semplificazione burocratica, ha ricordato, può essere la via principale per accelerare i processi, coerentemente con il principio del risultato previsto dal nuovo Codice degli Appalti, che permette di valutare più percorsi procedurali privilegiando efficacia e rapidità.

A seguire, il Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha posto l’accento sul ruolo decisivo della formazione nella PA:
“Se vogliamo una pubblica amministrazione più efficiente e un settore competitivo, dobbiamo investire seriamente nella formazione. Stiamo erogando percorsi formativi capillari per rafforzare competenze e responsabilità.”

Nel dibattito è entrato anche il tema del Ponte sullo Stretto, affrontato da Miele, Presidente Aggiunto della Corte dei Conti, e dal Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto. Entrambi hanno sottolineato come il progetto richieda un solido quadro di garanzie giuridiche, trasparenza e controllo:
“Rispettiamo le procedure e la trasparenza, con la necessaria pazienza che impongono legalità e verifiche rigorose.”
La dimensione della giustizia – è stato ricordato – è un passaggio imprescindibile per un’opera di tale portata.


Il giorno seguente: Infrastruttura e Smart Road.

 

Nel corso della sessione dedicata al futuro delle infrastrutture e della mobilità, Domenico Crocco, Direttore delegato di PIARC Italia, ha evidenziato come le infrastrutture moderne debbano nascere da sperimentazione, innovazione e test sul campo, soprattutto in vista della guida autonoma e delle tecnologie intelligenti.

Il dibattito ha mostrato come le strade stiano evolvendo in sistemi sempre più digitali, capaci di dialogare con i veicoli e anticipare situazioni critiche. Le smart road di ANAS, riconosciute a livello internazionale, rappresentano un passaggio decisivo perché permettono di superare i limiti dei sensori di bordo dei veicoli e contribuiscono a ridurre significativamente il rischio di incidenti.

È stato inoltre sottolineato come il contesto italiano presenti caratteristiche uniche – elevata densità di traffico, orografia complessa e infrastrutture integrate nel tessuto urbano – che rendono necessario un modello cooperativo tra veicolo e strada. Benedetto Carambia, Direttore Ricerca e Sviluppo di Movyon (Gruppo Autostrade per l’Italia), ha portato l’esempio della sperimentazione sulla Tangenziale di Napoli: in uno scenario ad alto traffico, la smart road ha consentito di anticipare criticità, fornire al veicolo indicazioni utili alla guida e ridurre la distrazione del conducente.

Un percorso già avviato, che dimostra come l’integrazione tra infrastrutture intelligenti e veicoli connessi possa rendere la mobilità autonoma più sicura, affidabile e pronta per uno sviluppo su larga scala..


Conclusione del quadro generale

Dall’insieme degli interventi è emerso un messaggio forte e condiviso: il futuro delle infrastrutture italiane richiede programmazione, innovazione, formazione e semplificazione, unite alla capacità di sperimentare nuove soluzioni e di garantire un quadro normativo solido e orientato ai risultati.

In questo scenario, SITEB si conferma un interlocutore centrale per il settore delle infrastrutture stradali, grazie al suo ruolo di ponte tra imprese, istituzioni, ricerca e operatori tecnici. La capacità dell’associazione di leggere le esigenze del comparto, promuovere qualità e sicurezza, stimolare il confronto e diffondere cultura tecnica fa di SITEB un attore principale nei processi di sviluppo del Paese.

L’evento ha ribadito quanto sia strategico disporre di un luogo di dialogo e approfondimento che, come questo appuntamento, permetta di mettere a sistema competenze, esperienze e visioni. Un percorso che parte dalla sicurezza delle strade esistenti e arriva alla trasformazione digitale, dalla Corte dei Conti alla mobilità elettrica, dalla manutenzione continua alla visione strategica di lungo periodo. Un confronto che dimostra quanto sia fondamentale il contributo di SITEB nella costruzione delle infrastrutture sostenibili, moderne e affidabili di cui l’Italia ha bisogno.